
Pietro Floridia
Pietro Floridia nasce a Modica il 5 maggio 1860. Sin da piccolo viene avviato allo studio del pianoforte, dove dimostra un talento naturale tale da convincere i genitori, non appena guarito da una precoce e debilitante malattia, a iscriverlo al prestigioso Collegio Reale di Musica San Pietro di Maiella, a Napoli. Lì si diploma compositore e direttore d’orchestra a soli 19 anni. (periodo da ripetere)
Ancora studente, La Casa Editrice Lucca di Milano pubblica alcune sue composizioni di piano, che lo fanno conoscere a livello nazionale. (periodo da ripetere)
Nel 1882 nasce la sua prima opera, “Carlotta Clepier”, che viene rappresentata al Circolo Nazionale dell’Opera di Napoli il 5 Maggio. Dopo il felice debutto, il giovane Pietro si dedica per alcuni anni allo studio serrato dei grandi compositori del ‘700 e ‘800, Bach, Wagner, Mozart, Beethoven, prima del grande balzo verso la notorietà nazionale ed europea.
Nel 1885 inizia una serie di tournée in Europa, esibendosi nei maggiori teatri. Ovunque è bene accolto. Nel 1888 gli viene assegnata la cattedra di primo professore di pianoforte al Conservatorio Regio di Palermo, dove conosce una appassionata di musica, Lina Bickel, di Zurigo, presto diventata sua ammiratrice e poi sposa, nel 1890. (periodo da ripetere)
Dalla loro unione nasce la figlia Perla Vittoria.
La sua carriera artistica alla fine dell’Ottocento e’ un susseguirsi di successi, culminati nella composizionedei due suoi capolavori, “Maruzza” e “La Colonia Libera”, rappresentati in prima assoluta a Venezia e Roma nel 1894 e nel 1899, rispettivamente al Teatro Malibran e al Teatro Costanzi, oggi Teatro dell’ Opera.(periodo da ripetere)
La “Colonia Libera” segna l’apice della sua carriera, essendo stata rappresentata ripetutamente in diversi teatri italiani ed europei.
Ormai maturo e candidato, dalla critica unanime, a ereditare il ruolo di Giuseppe Verdi come primo testimone ed interprete della immensa tradizione lirica italiana, è vittima di una ingiusta e assurda discriminazione da parte del proprietario della Ricordi, che al suo rifiuto di piegarsi ad un ignobile ricatto gli preferisce i rivali del tempo: Leoncavallo, Mascagni e Puccini. (periodo da ripetere)
Ferito nell’orgoglio professionale e profondamente umiliato nel suo animo, Pietro chiude con il passato ed emigra in America. Ellis Island lo accoglie il 6 aprile del 1904. (periodo da ripetere)
In America afferma da subito le sue doti di grande compositore, oscurate pero’ in Italia da uno sconcertantesilenzio.
Dopo una iniziale parentesi a New York, si trasferisce nell’Ohio, dove gli viene assegnata una cattedra al Cincinnati college of Music. Stimolato da appassionati locali, esprime il suo grande talento con l’opera “ Paoletta”. Al debutto, nella Music Hall di Cincinnati, alla presenza di oltre 2.500 persone, alla fine del primo atto si registrano ben 48 chiamate del pubblico per ripetuti bis. “Paoletta” viene rappresentata per ventinove giorni consecutivi, registrando sempre il tutto esaurito. (periodo da ripetere)
E’ un trionfo, cui fanno seguito altri a Chicago, con svariate onorificenze ricevute da primarie Istituzioni Culturali. Ritornato a New York, trova la morte nel 1932, con l’animo turbato dal rimpianto di non aver potuto rivedere la sua amata città, e dalla rabbia per le ingiustizie subite nella Sua Patria.
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Pietro Floridia è riconosciuto ormai come uno dei più grandi compositori italiani di musica lirica, ma il suo talento, per anni ingiustamente trascurato, solo negli ultimi tempi è stato oggetto di rivalutazione. (periodo da ripetere)
Il riconoscimento è dovuto principalmente all’azione congiunta del Centro Studi Floridiano di Modica, guidato da Giovanni Dormiente, e di uno studioso pozzallese da tempo emigrato negli Stati Uniti, Frank Susino. (periodo da ripetere)
Entrambi si sono adoperati nelle due sponde dell’Atlantico per ridare luce ad una nobile figura i cui meriti sono stati oscurati dall’ignoranza e dalla cattiveria umana. In Florida Frank Susino ha rintracciato Carolina, nipote del Compositore, trovando a casa della medesima una cassa piena di documenti, spartiti, originali ed inediti, che si pensava fossero andati perduti per sempre, come quello relativo all’Opera “ Scarlet Letter”, mai messa in scena. (periodo da ripetere)
Su iniziativa dello stesso Frank Susino, è stato modellato in America da parte dello scultore Comisano Santo Materazzo, con il concorso nelle spese da parte di tutti i Club Iblei di Brooklyn e del New Jersey, un busto in bronzo raffigurante il celebre compositore ibleo, donato al Comune di Modica nel corso di una solenne cerimonia avvenuta ad inizio del 2006. (periodo da ripetere)
Un modo altamente simbolico per restituire la memoria di Pietro alla sua città natale.






