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Giornalista

Antonio Nicaso

Nato nel 1964 da padre comisano e madre calabrese, Antonio Nicaso è

considerato uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello mondiale.

Vive a Toronto da quasi vent’anni e ha pubblicato diversi bestseller, alcuni dei quali sono stati tradotti in molte lingue. È stato il giornalismo la sua prima passione.

Ad appena 16 anni, inizia in Calabria a collaborare con la Gazzetta del Sud. È attratto dalla cronaca nera, dalla scrupolosa ricerca dei fatti, ma soprattutto dal contesto nel quale maturano omicidi e stragi di ‘ndrangheta. Il suo istinto di cronista lo porta a indagare, senza sconti o incertezze, tra le pieghe di un fenomeno che è cresciuto nel silenzio fino a diventare una delle mafie più ricche e potenti del mondo.

A Nicaso la critica ha sempre riconosciuto equilibrio e competenza.

Nel suo lavoro ha conosciuto giudici come Giovanni Falcone, ma anche

potenti boss come Gaetano Badalamenti, Joseph Bonanno, collaboratori di giustizia del calibro di Tommaso Buscetta, narcotrafficanti fra i più potenti al mondo come

Alfonso Caruana, di cui ha pubblicato una biografia non autorizzata dal titolo

“Bloodlines”, il libro che lo ha fatto conoscere al grande pubblico nordamericano.

«Non li ho mai giudicati», ripete spesso Antonio Nicaso, parlando dei protagonisti dei suoi libri, «ho solo cercato di raccontarli, attraverso colloqui, atti giudiziari, sentenze passate in giudicato».

È stato uno dei primi a capire l’importanza dei partenariati criminali, alleanze strategiche tra organizzazioni criminali di diversa estrazione culturale. Uno dei suoi libri, “Global Mafia”, ha introdotto questo tema, mentre in altre pubblicazioni ha affrontato lo scottante argomento dei rapporti tra mafie e terrorismo.

Tra i libri che lo hanno reso noto in Italia, ricordiamo “Io e la Mafia: la

verità di Giulio Andreotti” (1995), Fratelli di Sangue, Storie ,

boss e affari della ‘ndrangheta, la mafia piu’ potente del mondo

“( 2007) e “La Malapianta” (2000), una conversazione con il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia, Nicola Gratteri, che ha venduto più di centomila copie.

Per 15 anni è stato condirettore del Corriere Canadese, uno dei più vecchi quotidiani italiani all’estero. Attualmente collabora con L’Espresso e tiene corsi sulla storia delle organizzazioni criminali  presso l’Università di Middleburry, un college esclusivo nel Vermont (Stati Uniti). È stato anche consulente di molti governi in Nord America (Canada e Stati Uniti) e di diverse forze di polizie sul tema della sicurezza e della criminalità organizzata. È stato più volte sentito come esperto da diverse commissioni parlamentari in Nord America e in Europa sui temi della criminalità organizzata, del traffico di droga e dei rapporti tra mafie e terrorismo. Nel 1994 ha ideato il primo centro di ricerche sulla criminalità organizzata in Nord America: il Nathanson Centre,  presso l’Università di York a Toronto.

Molto impegnato anche sul fronte dell’associazionismo degli italiani all’estero, è stato Presidente della Federazione dei Calabresi dell’Ontario, una provincia canadese dove vivono circa 250.000 calabresi.