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LE DONNE DEL PREMIO RAGUSANI NEL MONDO

Nella ultra decennale storia del Premio Ragusani nel Mondo, che si avvia a celebrare il 29 luglio p.v. la sua ventottesima edizione, le donne premiate costituiscono una netta minoranzanumerica, ma si segnalano per i loro profili di assoluta eccellenza, ingentilendo l’evento e conferendo profili di indiscusso e conclamato talento.

E’ il cinema a fornire alcune tra le più belle storie.

Merita la copertina Susan Sarandon, attrice acclamata in tutto il mondo, una delle dive di Hollywood di maggior fama.

Era il 30 agosto del 2006.Quell’anno il Premio si svolse sul sagrato della Cattedrale di San Giovanni, circostanza unica nella storia della manifestazione, in omaggio forse ad una superba ragusana. Perché Susan tale era, in quanto nipote di quel Giuseppe Criscione, nato a Ragusa nel 1901, e imbarcatosi a 15 anni su un piroscafo alla ricerca del sogno americano. Di lui si persero le tracce, ma Susan desiderava da sempre fare luce nel proprio passato e conoscere le proprie radici. E così, grazie ad una fortunata coincidenza, dovuta ad una ricerca genealogica portata avanti da un lontano cugino ragusano, Giovanni Criscione, quest’anno peraltro fra i Premiati, sfociata poi in un contatto diretto a New York, Susan ebbe conferma delle sue dirette origini ragusane. La vigilia della consegna del Premio fu percorsa da una attesa frenetica da parte di noi organizzatori, con il timore che all’ultimo momento saltasse la sua presenza, anche per i suoi molteplici impegni di lavoro. Ma quando alcuni giorni prima della data del Premio scese la scaletta dall’aereo a Catania, ed arrivò subito dopo  a Ragusa, l’attesa a lungo coltivata sfociò in un sospiro di sollievo, e la divina potè offrirsi all’attenzione massiccia dei media e all’abbraccio di tutta la popolazione iblea. Sempre gentile e disponibile, non si sottrasse alle pressanti attenzioni dei media, e ai ricevimenti che le furono organizzati in suo onore. Quando la sera del Premio lei apparve sulla scena, una ventata di atmosfera hollywoodiana catturò l’attenzione della folla di spettatori, spargendo magiche sensazioni.Era presente anche la mamma ultraottantenne Leonora, figlia di Giuseppe Criscione. Fu una serata speciale, condotta in modo impeccabile dal giornalista Franco Di Mare e da Caterina Gurrieri, che lanciò il Premio verso picchi di notorietà mai visti prima. Un vero e proprio trampolino di lancio, per un evento proiettato a segnare le cronache  iblee nelle successive estati. Susan volle nel corso del suo soggiorno ragusano conoscere i luoghi cari al proprio nonno e stringere rapporti cordiali con i suoi lontani parenti. Successivamente, in ogni occasione pubblica, ha sempre preso spunto dal Premio per promuovere la Sua Ragusa, dimostrandosi orgogliosa della sua origine. Il 31 gennaio  del 2022, ospite di CHE TEMPO CHE FA, di F.Fazio, ha ribadito l’orgoglio della sua sicilianità, esprimendo il desiderio di ritornare presto nella sua Ragusa. La aspettiamo a braccia aperte!

Nel 2013 fu premiata una star del cinema italiano, l’attrice modicana Valeria Solarino, nata in Venezuela da padre modicano e mamma torinese.

Attrice bella, versatile e talentuosa, fu l’autentica regina di quella edizione, acclamata dagli oltre 3.000 spettatori presenti. Carattere timido ma tenace ed orgogliosa, determinata e razionale, Valeria ha esaltato con fierezza la propria modicanità, legata ad una terra ove ha vissuto i primi anni della sua vita, con un retaggio culturale di tradizioni familiari mai sopite.Consapevole della sua applaudita bellezza, ha dedicato la sua vita al cinema, ove è oramai una stella di prima grandezza. Nel 2003 venne scelta da Mimmo Calopresti per un piccolo ruolo nel film “La felicità non costa niente”. È l’inizio di una carriera rapidissima, con ruoli di crescente prestigio.

Fra i numerosi successi, si ricorda in particolare il riconoscimento di “Migliore attrice protagonista nel 2009 al Nice Film Festival in “Viola di mare”. Nel 2011 è protagonista del film drammatico “Ruggine” e “Manuale d’Amore 3”.Superba l’interpretazione in “Anita Garibaldi”, fiction di RAI1, nel 2012 e, sempre per il piccolo schermo, in “Una grande Famiglia”.

Una attrice iblea bella e brava, che ha diviso la sua vita fra cinema e passione civica èLoredana Cannata. Originaria di Giarratana, è stata insignita dell’ambito riconoscimento nel corso della XXI edizione, sabato 1 agosto 2015 in Piazza Libertà a Ragusa.

Attrice di punta nel cinema e nella televisione italiana, nel 1999 esordisce nel cinema italiano con il ruolo di protagonista nel film “La donna lupo”, con sequenze erotiche molto spinte.

In teatro di grande intensità interpretativa il monologo “Una donna di Ragusa”, dedicato alla passionaria Maria Occhipinti.

Da sempre alterna il suo lavoro di attrice alla passione civica, da appassionata attivista in molte battaglie. Da presidente dell’Associazione “Sesto sole”, porta avanti progetti di salute presso le comunità indigene zapatiste del Chapas, nel sud del Messico. È autrice e regista nel 2003 e nel 2006 dei documentari “Insurgentes” e “L’Alba del sesto sole”, dedicati alla resistenza zapatista e alla cooperazione. È attivista animalista e vegana. Uno spirito talentuoso e sensibile alle tematiche sociali, che la rende unica nel panorama artistico italiano.

Edwige Fenech, icona sexy degli anni ‘70,non è stata non solo la regina della commedia sexy all’italiana, ma produttrice e conduttrice TV.Donna di fascino e di grande classe, acatese di origine, la presenza di Edwige Fenech sulla scena del Premio ‘Ragusani nel Mondo’, nel corso della XIII edizione,nel 2007, creò grande stupore e meraviglia. Furono in tanti a domandarsi che legame avesse l’ammirata attrice italo-francese con la ragusanità. Ed invece, grazie alla segnalazione di numerosi ragusani, fu accertata l’origine acatese per via della nonna materna.Una bella scoperta, sublimata dalla presenza sul palco del Premio la sera del 28 agosto 2007, con la conduzione del giornalista RAI Franco Di Mare e della soubrette Anna Vinci. Apparve in tutto il suo splendore di donna e di attrice, nonché imprenditrice di successo, pronta a conquistare le simpatie e l’ammirazione del folto pubblico di Piazza San Giovanni. Artista poliedrica e versatile, ha saputo rinnovarsi e dare il meglio del proprio estro in ogni stagione della sua straordinaria carriera. Protagonista di decine di film del genere comico-sexy, disseminato nei filoni scolastico, militare, ospedaliero e poliziesco, ha incarnato il mito della donna seduttiva e provocante. La sua versatilità di artista si è manifestata anche in diverse pellicole del genere giallo, molto in voga in Italia negli anni settanta. Recentemente è stata chiamata da Pupi Avati per celebrare il suo ritorno nel piccolo schermo, con un ruolo da protagonista nel film La quattordicesima domenica del Tempo ordinario”

La sua carica di simpatia ha valicato ogni tempo, anche a distanza di parecchi anni dalle varie produzioni cinematografiche. La sera del Premio, ma già nei giorni della vigilia, si propose in tutta la sua semplicità ed empatia a ricevimenti privati e pubblici.

Ebbi modo di starle accanto per diversi giorni, mai turbato o distratto per l’immagine che aveva lasciato nei suoi film, ma affascinato dalla sua personalità. Stregò anche i cittadini acatesi, quando in una solenne cerimonia pubblica al Castello dei Biscari, ottenne la cittadinanza onoraria da parte del sindaco Giovanni Caruso.

Sicuramente una delle presenze di maggior spicco nella storia del Premio “Ragusani nel Mondo”, che ha saputo in questi anni proporre storie umane di grande fascino e impatto popolare.

L’edizione n. 26 del Premio, nel 2021, fu ricordata per la presenza di alcune donne di grande spessore scientifico.

Fiorella Gurrieri, medico genetista, molto conosciuta a Ragusa anche per i suoi trascorsi di cestista ,è Professore Ordinario di Genetica Medica presso il Campus BioMedico di Roma .

Ha svolto in numerose sedi universitarie  attività  di docenza  in corsi di laurea di Citogenetica, Genetica Molecolare e Genetica Medica, Medicina e Chirurgia,  Biotecnologie Sanitarie, Fisioterapia,  Terapie occupazionali,  Tecnico sanitario in laboratorio biomedico, Scuola di Specializzazione in Reumatologia, Scuola di Specializzazione in Biochimica Clinica, Scuola di Specializzazione in Patologia.

Come Genetista ,ha indirizzato la sua attività scientifica in particolare sullo studio dei difetti congeniti e sulle anomalie di sviluppo del sistema nervoso centrale, sulle anomalie di

sviluppo degli arti, sullo studio delle basi genetiche dell’autismo e di forme di

ritardo mentale legate al cromosoma X.

Si è concentrata nella sua attività sulla diagnostica genetica clinica e di laboratorio nel campi della Disabilità intellettiva, dei Difetti congeniti pre e post natali, delle Patologie neuropsichiatriche delle Malattie autoinfiammatorie, della Genetica Oncologica, della Diagnostica Prenatale.

La comunità scientifica le ha intitolato  il nome di un gene, omaggio massimo alla sua attivita’scientifica.

Biologa, specializzata in microbiologia e virologia, Concetta Castilletti, ragusana, è balzata agli onori della cronaca nel gennaio del 2020, quando, insieme al team tutto al femminile dell’Ospedale Spallanzani di Roma, composto da tre ricercatrici, è riuscita ad isolare il virusCovid 19 , primi in Italia.

Ricevette il Premio Ragusani nel Mondo nel 2021.

Carattere schivo ma estremamente amabile, è soprannominata “ Mani d’oro” ,come racconta Giuseppe Ippolito, direttore dell’Istituto Spallanzani.

Non appena travolta dalla notorietà , si è subito schernita,  rifiutando  il sensazionalismo dell’impresa. In fondo, ha affermato, si tratta solo e semplicemente del nostro lavoro.

Sostiene da sempre che la ricerca è uno dei motori che piu’ spingono lo sviluppo della società, e che va sostenuta da un  maggiore supporto pubblico.

Sempre appassionata del suo lavoro, ha accettato di lavorare da precaria”fino a 45 anni,  continuando, pur con tutte le difficoltà del contesto, la sua attività di ricercatrice con dedizione ed entusiasmo, e non manifestando alcuna paura per la propria incolumità nell’andare in prima linea in Congo, Sierra Leone e Sudan per sconfiggere Ebola, un virus più letale del Covid.

Glottologa, filologa,  letterata, Teresa Ferro, grande donna di cultura, fu la prima donna a ricevere il Premio Ragusani nel Mondo.

Letterata ed esperta di filologia della lingua rumena, fu premiata il 28 agosto del 2003. Entro’in maniera discreta e delicata, come nel suo stile, tradendo appena il suo genio di letterata e intellettuale d’altri tempi, subito percepito dall’attento pubblico che gremiva quella sera Piazza San Giovanni a Ragusa.Si era già alla nona edizione del Premio. Docente universitaria ad Udine e prima ancora a Catania, nata a Scicli,era conosciuta in mezza Europa come esperta di lingua e letteratura rumena, divisa fra conferenze, convegni  e seminari, dove  il suo sapere di fine glottologa si fondeva con la dolcezza e l’istintiva amabilità del suo carattere. Ha curato nella fase difficile della transizione rumena alla democrazia le relazioni culturali, i progetti europei e gli scambi universitari fra il nord est italiano e le principali Università Rumene. Nel 1998 il prestigioso Istituto di Linguistica dell’Accademia di Romania l’ha accolta come suo membro d’onore, mentre nel maggio del 2003 l’Università di Timisoara le ha conferito la laurea Honoris Causa per meriti scientifici e il sostegno dato alle relazioni italo rumene. Autrice di moltissime pubblicazioni di linguistica e filologia rumena, per lunghi anni e’stata docente presso le Università rumene di Cluj, Craiova, Oradea e Timisoara. I suoi studi sul latino danubiano le hanno procurato molta notorietà nella comunità scientifica internazionale. A Udine e in Romania ha organizzato diversi congressi internazionali, mostre, conferenze e dibattiti, tesi a promuovere e far conoscere la cultura rumena. Quella sera del 28 agosto 2003 era felice di ricevere quel riconoscimento, già prestigioso,di sentire l’applauso e il calore del pubblico ibleo e della sua famiglia, e quella gioia oscurava l’orribile certezza di essere già minata da un orribile male, che Lei invero si illudeva di aver debellato un anno prima. Una felicità, in quella indimenticabile serata, che Lei poi condividerà con le persone più care, ed in particolare con il marito Enzo, la famiglia e gli amici, come mi confessò personalmente qualche giorno prima che calasse il sipario sulla sua parentesi terrena. Ero andato a trovarla, con una scusa, e Lei, oramai prossima alla fine, distesa su una poltrona di dolore, mi diede una straordinaria lezione di vita, serena, lucidissima, premurosa verso i suoi amati alunni di Udine, piena di progetti futuri in vista dell’estate oramai prossima. Non si illudeva certamente di farla franca, era consapevole dell’amaro destino che l’aspettava dietro l’angolo, però dava agli altri la forza ed il coraggio di credere, di sorridere, di fingere, proprio Lei, che certamente in quella circostanza avrebbe dovuto ricevere e non dare. Parlammo per lunghi minuti, che subito dopo mi apparvero miserevolmente brevi e fuggevoli, anche del passato remoto, che ci aveva visto compagni di scuola al ginnasio, inarrivabile anche per il più bravo dei compagni, un talento fuori da ogni banale valutazione, un genio , eppure sempre gentile e disponibile con tutti, mai altera o superba. Dopo il ginnasio persi le sue tracce, perché la famiglia si era trasferita fuori Provincia per motivi di lavoro. La ritrovai oltre 30 anni dopo, grazie a Marina, sua cugina e mia amica, che la segnalò per il conferimento del Premio .Mai segnalazione lasciò il segno il modo così tangibile. Dal 7 giugno del 2007 ci guarda da lassù. Non finirò mai di ringraziare Teresa per aver illuminato la storia del Premio,per averci arricchito con l’esempio della sua vita, per averci insegnato che il successo professionale non deve oscurare la mitezza e la dolcezza del carattere, l’autenticità di un semplice sorriso. Teresa Ferro è stata una grande donna, una vera icona , la prima donna del Premio, ma anche e soprattutto una cara, unica ed indimenticabile amica.

Sebastiano D’Angelo