
Andrea Tidona
Nel 1971, dopo aver conseguito il diploma di geometra, si iscrive al Politecnico di Milano , dove si laurea in Ingegneria Meccanica. Ben presto decide però che il teatro sarà la sua vita. Viene ammesso all’Accademia dei Filodrammatici,debuttando alla fine del corso con l’omonima Compagnia . L’anno successivo entra al Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler, dove rimane per quattro anni, e subito dopo nella compagnia di Glauco Mauri. La sua costante crescita professionale lo porterà a misurarsi , come attore di teatro,con i più grandi autori teatrali classici e contemporanei, diretto dai maggiori registi della scena italiana e con la fortuna di stare vicino a grandi attori, ai quali continua a “rubare” i segreti del mestiere.
La sua carriera televisiva inizia con il film Una casa a Roma (1988) di Bruno Cortini. Al cinema debutta con Al centro dell’area di rigore (1994), seguito dal L’amico di Wang e dal pluripremiato La vita è bella di Roberto Benigni, dove interpreta il portiere del Grand Hotel. La sua prima importante apparizione cinematografica è ne I cento passi (2000) di Marco Tullio Giordana, dove interpreta il pittore comunista Stefano Venuti. Comincia a partecipare sempre più spesso a fiction televisive: Il commissario (2000) con Massimo Dapporto, la mini-serie Brancaccio (2001) con Beppe Fiorello e la puntata “Il senso del tatto” de Il commissario Montalbano (2002). Al cinema torna nuovamente a lavorare con Giordana nel film La meglio gioventù (2002), per la cui interpretazione vince il Nastro D’argento, e qualche anno più tardi in Quando sei nato non puoi più nasconderti (2004). In questo periodo vive anche l’esperienza dello show televisivo con Fiorello nel fortunatissimo “Stasera pago io”.
Fra la spola fra il cinema e la televisione, con Il maresciallo Rocca, Paolo Borsellino, De Gasperi: l’uomo della speranza, L’uomo sbagliato, e nel 2006 è nel cast de Il caimano di Nanni Moretti. Interpreta anche un ruolo comico ne Il 7 e l’8 (2006) con il duo Ficarra e Picone. Continua con il giallo The Listening – In ascolto (2006) di Giacomo Martelli.
Il ritorno al piccolo schermo è segnato dalla fiction La contessa di Castiglione (2006), seguita dalla mini-serie Butta la luna (2006), dal tragico Nassiryia – Per non dimenticare (2007) e L’amore e la guerra (2007). Sempre nel 2007 veste i panni di Giovanni Falcone nella serie Il capo dei capi. È poi il marito di Lunetta Savino ne Il coraggio di Angela (2007), e ancora partecipa a Don Zeno. L’uomo di Nomadelfia seguito dal sequel Butta la luna 2 (2009). In quest’ultimo periodo sta cercando di alternare il teatro, suo primo indimenticato amore, con i lavori per il piccolo schermo, l’ultimo dei quali è Pio XII – Sotto il cielo di Roma.






